Tutti i santi giorni è la nuova “opera prima” di Paolo Virzì. Così la definisce lui. «Dopo La prima cosa bella,
avevo voglia di un film così, semplice, che avesse al centro solo due
persone e il loro amore...coniugale». Le due persone in questione sono
la siciliana Thony (interpretata dalla cantante Federica Victoria Caiozzo, in arte Thony, scovata da Virzì su myspace.com) e il toscano Guido (Luca Marinelli, già apprezzato in La solitudine dei numeri primi).
Lei si mantiene lavorando in un autosalone e canta quando
può, lui è portiere di notte, latinista e coltissimo. Si incontrano
tutti i santi giorni negli scampoli di tempo che consente il precariato
generale delle loro esistenze asincrone, ma, come in un racconto di Calvino (L'avventura di due sposi,
sull'amore di una coppia di operai con i turni in fabbrica
complementari), si amano. Vogliono un figlio, ci provano, faticano.
Questo il nucleo centrale della trama, quasi un pretesto per veder
muovere i due protagonisti in un mondo che non è il loro (ma è molto
credibile), due attori cui i personaggi stanno cuciti addosso come
guanti.
«Per me era importante che i protagonisti fossero due
sradicati in una grande città», spiega Virzì: sullo sfondo della loro
storia di disadattati a incastro c'è la periferia romana di Acilia, in un certo senso il terzo protagonista della storia. Dopo le acciaierie di Piombino di La bella vita e la provincia pisana di Casale Marittimo di Baci e Abbracci,
Virzì racconta, con la solita grazia e ironia, un altro paesaggio umano
dal fascino inquietante. «Una perfetta terra di nessuno», racconta il
regista, che in quella new land è stato guidato dalla moglie, Micaela
Ramazzotti (i genitori dell'attrice abitano nei dintorni). Esilarante,
se non fosse plausibile, la scena dell'esibizione di Thony nel giardino
dei vicini, “animali” locali che le chiedono, al posto dei suoi brani
sofisticati cantati in inglese: «Dai, facce Grazie Roma, così ce
fomentamo tutti».
«Per il ruolo femminile mi ero fatto dare il numero di
telefono di Carmen Consoli ma non l'ho mai chiamata: non credo sarebbe
stata credibile a esibirsi in certi baretti sciagurati in cui non se la
fila nessuno». Per Thony, invece, fino a ieri quella era la normalità:
oggi il suo disco, ovvero la colonna sonora della storia,
è in uscita contemporanea al film (l'11 ottobre). I primi 13 brani sono
tutti suoi e, come dice il balordo ex ragazzo di Thony a un certo punto
del film, «Siamo ai livelli di Cat Power, PJ Harvey» (o, almeno, in
quel filone). L'ultimo pezzo del disco, Tutti i santi giorni, è invece dei Virginiana Miller, e non a caso. Simone Lenzi, voce del gruppo livornese, è l'autore del libro La generazione, a cui si è ispirato Virzì per il film.
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