sabato 6 ottobre 2012

La recensione di Claudia Catalli per Panorama. Tutti i santi Giorni

Ci ha fatto riflettere sul precariato giovanile e le sue conseguenze con Tutta la vita davanti, ci ha commosso fino all'ultima lacrima con La prima cosa bella e ora Paolo Virzì, semplicemente, ci fa sorridere con il nuovo Tutti i santi giorni, dall'11 ottobre in trecento sale.
Una commedia all'antica, di quelle lievi, raffinate, con una gradevole vena di malinconia. Niente volgarità, tanta leggerezza anche nell'affrontare temi forti come sterilità e fecondazione assistita: "Non mi interessano tanto i temi, quanto le persone - sottolinea il regista toscano -. Nella volgarità del mondo in cui viviamo mi incuriosiva la storia di una coppia, magari eccentrica, che però vive una travolgente storia d'amore che somiglia a qualcosa di autentico. E al cinema non è mai facile parlare d'amore senza fasullaggini o melensaggini".
Eppure Virzì ci è riuscito, traendo spunto dal romanzo La generazione di Simone Lenzi (Dalai Editore) e modificandolo non poco: "Ho  cambiato diverse cose: il libro è una specie di monologo interiore del personaggio maschile, il film tenta invece di sposare entrambi i punti di vista, cercando sempre il massimo della purezza narrativa per far emergere la verità del sentimento". Verità che il film racconta attraverso la quotidianità dei due protagonisti, da una parte Luca Marinelli, già visto in La solitudine dei numeri primi e L'ultimo terrestre, nei panni del riservato e colto Guido, dall'altra Thony (all'anagrafe Federica Victoria Caiozzo, al suo debutto cinematografico e autrice anche della colonna sonora del film) in quelli dell'irrequieta e scapestrata Antonia dall'ugola notevole.
Virzì racconta la loro storia d'amore, incrinata dall'insistente ricerca di un bambino che non arriva mai. "Del libro mi colpiva proprio lo sguardo ironico e raffinato su un tema così struggente, e il tentativo di una coppia di vivere comunque una storia d’amore autentica".
Non è un caso che il cineasta livornese ripeta a più riprese l'aggettivo 'autentico': "Siamo talmente disabituati a guardare la realtà e abituati alla galleria di maschere grottesche,  tra Batman e Fiorito, che ci raccontano i media, che finiamo per dimenticarci la realtà umana dei vari Guido e Antonia, più sorprendente di quanto immaginiamo".
Soprattutto se ad incarnarli ci sono interpreti scelti scrupolosamente: "Anche  qui cercavo autenticità, ovvero il dono che hanno gli attori che recitano la prima volta. Così per il ruolo di Antonia sono andato a  vedere cantanti segnalateci su Myspace da Lenzi, e Thony ci è piaciuta subito, scrive canzoni sue stupende in inglese. Luca l'avevo già visto sia al cinema che a teatro, invece: ha un incredibile talento nel trasformarsi e la stoffa per fare l’attore: è destinato a diventare il protagonista della prossima stagione".
Manca nel cast la sua amata Micaela Ramazzotti, anche se c'è un personaggio - Patrizia, la vicina di casa interpretata da Micol Azzurro, una mamma di periferia di quelle che in un film di Verdone chiameremmo "coatte" dal cuore tenero - che la ricorda, o meglio ricorda i ruoli che lei sa restituire con forza: "È vero, da grande attrice Micaela sa incarnare bene la verità popolare, però in realtà stavolta si vedeva di più in Antonia: nella vita ci capita spesso di giocare ad essere Guido e Antonia, io quello colto e lei quella più leggera, che alla fine mi dà del pesantone".

Recesnsione de "La Nazione" di Tutti i santi giorni

Il link

Mentre il recente cinema italiano registra i guasti di un paese allo sbaraglio, il regista livornese, che tra i suoi colleghi non e' certo il meno sensibile ai temi d'attualita', sciorina una commedia tenera-tenera che sembra vicina parente del minimalismo romantico all''Away We Go' di Sam Mendes.

Anche qui protagonisti sono due giovani, carini e innamorati: Guido (Luca Marinelli), portiere di notte in un albergo romano a 4 stelle, ragazzo timido ed erudito (soprannome: Guidipedia), esperto in letteratura protocristiana, tanto da meritare le avances di prestigiose universita' americane; e lei, Antonia (l'esordiente Thony), cantautrice dalle spiccate
qualita' di scrittura e una voce cristallina alla Joni Mitchell, costretta a lavorare in un autonoleggio sulla Tiburtina.

 Ecco \

Due degli innumerevoli talenti sprecati di casa nostra; due anime belle che, nonostante non riescano a generare un figlio, si tengono e si amano l'un l'altra con complicita', semplicita', 'Tutti i santi giorni', tratto dal romanzo di Simone Lenzi (La generazione, Dalai Editore), prodotto da Rai Cinema (l'Ad Paolo Del Brocco assicura: "Faremo anche il
prossimo di Paolo") e in uscita in 300 sale da giovedi' 11 ottobre, distribuito da 01, il film non e' una fuga dal presente, e "anche se ha la grazia di una fiaba - assicura Virzi' - ci sono sullo sfondo temi come la fecondazione assistita, la sottovalutazione dei giovani e un certo clima sociale". 

"Ho iniziato la mia carriera - ricorda il regista di Livorno - raccontando la storia di una coppia senza figli (La bella vita, 1994, ndr), torno a farlo anche oggi. Non ho mai permesso che i problemi di rilevanza giornalistica prendessero il sopravvento sul vero interesse del mio lavoro: le vicende umane. Non si possono fare film su un tema".
Nello specifico il romanzo di Lenzi rivelava, per Virzi', "uno sguardo ironico e raffinato su una questione struggente. E poi dietro le traversie di questa coppia c'e' una travolgente storia d'amore. E parlare d'amore non e' mai facile, si rischia sempre di scivolare su fasullaggini e mielosaggini".

D'altra parte rispetto all'originale letterario non e' cambiato solo il titolo: "Il romanzo e' un monologo interiore del portiere di notte, dietro il quale si cela lo scrittore e la sua esperienza reale.
Nel film -sottolinea il regista- abbiamo voluto addottare entrambi i punti di vista". Guido e Antonia, ovvero Luca Marinelli e Thony "due personaggi splendidi con i quali ho scelto di passare due anni della mia vita".

Il primo "l'avevo visto ne 'La solitudine dei numeri primi' di Costanzo e ne 'L'ultimo terrestre' di GiPi, ma -afferma Virzi'- e' a teatro, nella compagnia del grande Carlo Cecchi, che mi ha folgorato.
E' un trasformista e uno dei protagonisti del prossimo cinema italiano. "Thony
(all'anagrafe Federica Victoria Caiazzo, padre siculo, madre polacca, ndr) l'abbiamo scelta dopo aver incontrato tre-quattro giovani cantautrici del panorama indie, che lo stesso Lenzi, appassionato di musica (era il leader della band Virginiana Miller, ndr) mi aveva segnalato. Cosa mi ha conquistato di lei? Il fatto -spiega Virzi'- che sembrasse del tutto
indifferente all'opportunita' che le veniva offerta. Recitava come se il cinema non le interessasse affatto. Questi due interpeti hanno portato una dote di autenticita' che si trova solo negli attori alle prime esperienze sul set. E poi, secondo me, si piacciono davvero".

Attorno a queste due promesse del nostro cinema (e della musica: Thony ha firmato l'intera colonna sonora), troviamo facce inedite, per dare al film quello che Virzi' chiama "tocco di verismo", e professionisti navigati come Franco Giargia, splendido attore napoletano di teatro, che interpreta il ruolo di uno spassoso ginecologo dalle amicizie
vaticane. Sullo sfondo una Roma "dalle mille facce, feroce e umana, la Roma delle cupole e quella della periferia. Una citta' che mi ha sempre suscitato sentimenti ambivalenti, fascinazione e inquietudine".
La sceneggiatura e' a firma di Francesco Bruni, Simone Lenzi e Paolo Virzi'. Alla produzione (di Motorino Amaranto e Rai Cinema) ha partecipato, grazie alla normativa sul Tax Credit, la Monte dei Paschi di Siena

Le recensioni: Ilaria Lavarino per Leggo

 

Arriverà giovedì prossimo in 300 copie Tutti i santi giorni, atteso ritorno in sala del regista livornese Paolo Virzì in uno dei momenti (economicamente) meno felici per il cinema italiano: «Arrivano notizie sanguinose dalla trincea dei box office – ha detto oggi il regista a Roma, presentando il film alla stampa – tanto che per un attimo abbiamo pensato di far pagare il biglietto anche a voi giornalisti. Di questi tempi…».
Molto liberamente tratto dal romanzo La generazione del musicista livornese Simone Lenzi («Sono felice che il mio romanzo sia stato d’ispirazione per qualcuno»), Tutti i santi giorni è il racconto tragicomico dell’odissea di una giovane coppia, lui portiere di notte e lei impiegata in un autonoleggio, ostinatamente decisa ad avere un figlio. Nella parte dei protagonisti un ottimo Luca Marinelli, già visto ne La solitudine dei numeri primi e L’ultimo Terrestre, e l’esordiente Thony, cantautrice siciliana che nel film ha portato anche le proprie, struggenti, canzoni.

Virzì, perché ha scelto di adattare il libro di Lenzi?

Mi ha colpito il modo con cui Lenzi ha raccontato, nel romanzo, il rapporto fra i due protagonisti. Perché più che il tema, interessantissimo, della ricerca di fare un figlio, a me interessavano le persone: l’idea che nel gelo, nella ferocia e nella volgarità del mondo ci sia una coppia che, per quanto eccentrica, riesce a vivere un’autentica storia d'amore. Oggi non è facile parlare d’amore in modo realistico e non melenso.

Ha cambiato molto della storia nell’adattarla al cinema?

Sì. Mentre il romanzo è una specie di monologo interiore del protagonista maschile, il film sposa entrambi i punti di vista: quello dell’uomo e quello della donna. La cosa più difficile è stata conservare la purezza e la semplicità del racconto originale, da cui emerge la verità del sentimento.

I due protagonisti, Guido e Antonia, sono figure realistiche?

Certamente. Esistono ragazzi come loro così come esistono certe maschere grottesche narrate dai media, penso a gente come Fiorito. Se i Guido e le Antonie non vengono raccontati dai giornali, questo non vuol dire che non abbiano un posto nella nostra società.

Perché, in un momento così delicato per il paese, ha voluto raccontare una storia d'amore?

Veramente il cinema io ho cominciato a farlo proprio una storia d’amore, ambientata a Piombino, che si chiamava La bella vita. Ripeto: quel che mi ha sempre interessato raccontare sono le vicende umane. E spesso è capitato che queste vicende sfiorassero temi di rilevanza sociale, giornalistica o politica. Ma non credo che basti un tema, per quanto importante, per fare un buon film.

Nel film però una categoria la maltratta: i medici…

Non maltratto nessuno: semplicemente, la categoria dei medici mi sembrava interessante da raccontare. Metto in scena due tipi di dottori: quello tradizionale, che molto italianamente non si rivolge alla paziente ma al suo uomo, scoraggiando entrambi a ricorrere alla fecondazione assistita, e l’altro tipo di medico, la ginecologa che guarda negli occhi la paziente, un po’ brusca ma schietta.

Non è molto tenero nemmeno con la città di Roma.

Dipende. Ci sono diverse Roma nel film. C’è quella tradizionale tutta cupole e c’è la città opulenta e incinta. Poi c’è il paesaggio contemporaneo, che provo a descrivere con ironia e tenerezza. Non mi sento manicheo nei confronti di una città così complessa, dove ho girato altri film e sempre con sentimenti molto diversi.

Come ha scelto i suoi attori?

Thony me l’ha segnalata Simone Lenzi: cercavo un’attrice o una cantante che fosse in grado di portare nel film anche la propria musica. All’inizio temevo che Thony fosse un po’matta, una pazza esaltata, e quindi l’ho incontrata con circospezione. Invece mi sono ritrovato davanti una ragazza molto spiritosa, senza ambizioni cinematografiche, capace di darsi al film. Quanto a Luca Marinelli, mi ha conquistato al cinema quando l’ho visto recitare nella parte del transessuale ne L’ultimo Terrestre di Gipi. Ha dolcezza, bellezza e talento. Insieme, sono una coppia che funziona molto bene sul grande schermo.

Micaela Ramazzotti, sua moglie, non ha un ruolo nel film. Eppure il personaggio della vicina di casa sembra scritto per lei.

Veramente Micaela, quando ha visto il film, non si è identificata nella vicina di casa ma in Antonia. Il fatto è che tra Antonia e Guido scattano alcune dinamiche molto simili a quelle casalinghe fra lei e me.

Per esempio?

Per esempio quando io gioco a fare il filosofo noioso...

venerdì 5 ottobre 2012

Frecciarossa e... "Tutti i santi giorni"

"La nuova stazione AV di Roma Tiburtina e il Frecciarossa di Trenitalia hanno fatto da set ad alcune scene di Tutti i santi giorni, ultimo film di Paolo Virzì. Prodotto da Motorino Amaranto e Rai Cinema e distribuito da 01 Distribution, Tutti i santi giorni sarà dall’11 ottobre nelle sale italiane. La collaborazione tra FS Italiane e la produzione del film prosegue con due importanti iniziative rivolte al pubblico femminile in occasione di Frecciarosa. 2000 biglietti riservati alle clienti per l’anteprima di Tutti i santi giorni in programma l’8 ottobre in sette città italiane. I biglietti saranno distribuiti alle clienti Trenitalia che per prime si prenoteranno su invitianteprime.it/tuttiisantigiorni/trenitalia. Le donne titolari di CartaFRECCIA, che si presenteranno in un cinema The Space (thespacecinema.it) il 18 e 25 ottobre, avranno diritto a un biglietto omaggio contestualmente all’acquisto di un biglietto intero per il film. Inoltre, FSNews Radio e LaFreccia.TV , i new media del Gruppo FS Italiane, hanno raccontato il film attraverso interviste radiofoniche al regista e ai protagonisti e con un videoclip di backstage dal set di Roma Tiburtina).
A ottobre, Paolo Virzì è anche ospite fisso su FSNews Radio come “viaggiatore del mese”. Sul magazine La Freccia di ottobre, in distribuzione su tutte le Le Frecce e nei 13 FrecciaClub di Trenitalia, Paolo Virzì racconta le giovani generazioni «ficcando il naso nella quotidianità di una coppia che Tutti i santi giorni si ama e a un certo punto decide di volere un figlio, ma qualcosa sembra crollare». L’intervista è disponibile anche nella sezione LaFreccia.MAG del sito web fsitaliane.it. Frecciarosa significa anche promozioni ad hoc per la clientela femminile, fruibili durante tutto il mese di ottobre dedicato alla prevenzione per la salute della donna, tra cui:
Promozione Trenitalia “2x1”: un biglietto di corsa semplice valido per due persone al prezzo Base intero di una, sui treni AV Frecciarossa e Frecciargento, Frecciabianca ed ES*, basta che una viaggiatrice sia donna e abbia più di 12 anni.
Offerta valida tutti i giorni per partenze dalle 11 alle 14 e il sabato per l’intera giornata. Consulenza con i medici di IncontraDonna: ogni giorno (esclusi sabati e domeniche) consulenza gratuita dei medici volontari di IncontraDonna. La consulenza è offerta nel primo Salottino Business della carrozza 3 su: Frecciarossa 9614 fra Roma e Milano (ore 09:00-11:55) Frecciarossa 9639 fra Milano e Roma (ore 15:00-17:55)

Un'altra recensione!!!

Anche Gabriele Capolino per CINEblog.it recensisce il film di Virzì! 

Dopo aver azzeccato due film molto acclamati di fila come Tutta la vita davanti e La prima cosa bella, Paolo Virzì torna con Tutti i santi giorni, tratto liberamente da La generazione di Simone Lanza, che ha contribuito a scrivere la sceneggiatura. E non solo fa nuovamente centro, ma dà segno di una maturità che può lasciare seriamente stupiti. Perché la sua nuova opera ha un respiro ampio, internazionale, senza che questo scalfisca il suo “essere italiano”.
Tutti i santi giorni è, in fin dei conti, l’Away We Go di Virzì: ovvero la storia di un uomo e una donna che tentano di trovare il loro posto nel mondo come coppia. Guido è timido, riservato, coltissimo. Antonia è irrequieta, permalosa e un po’ ignorante. Lui lavora come portiere di notte in un grande hotel, ma è laureato in lingue antiche e sa tutto sui santi. Lei è un’ aspirante cantante e lavora in un autonoleggio. Si vedono solo la mattina presto quando Guido torna dal lavoro e la sveglia con la colazione.
Tutti i santi giorni si amano, nonostante siano l’uno l’opposto dell’altra, sia come caratteri, sia come stili di vita. Li unisce, ora più che mai, l’idea di avere un primo figlio. Un figlio che però non arriva. Mai. E quando cominciano i test, le cure e le sperimentazioni, l’equilibrio rischia di essere messo davvero a rischio: ma Guido e Antonia continuano a marciare assieme…


In una Roma in cui si cita il Colosseo ma non lo si vede mai, e quindi in una Roma non da cartolina, Virzì immerge i suoi due protagonisti e ne osserva il percorso di vita assieme. Vince subito nella scelta degli attori, che da soli portano a casa almeno metà risultato. Luca Marinelli è il nuovo Filippo Timi, un attore meraviglioso che conferma e supera alla grande il talento dimostrato in La solitudine dei numeri primi e L’ultimo terrestre. Il ruolo che gli viene assegnato è quasi “impossibile” nella sua educazione, nella sua gentilezza e cultura: ma Marinelli, con grazia, lo rende umano e credibile sin da subito.

Una vera scoperta risulta essere, ovviamente, Federica Victoria Caiozzo, ovvero Thony. Cantante palermitana scovata all’epoca su MySpace, la ragazza regala alla sua Antonia una spontaneità contagiosa, rendendo il suo personaggio irresistibile. Inoltre, la cantante firma tutta la colonna sonora della pellicola, composta interamente da bellissimi e delicati brani in inglese (e in uscita un paio di giorni prima della distribuzione del film: segnamocelo in agenda).
Se il film funziona così bene, è grazie all’alchimia che s’instaura tra i due protagonisti. I momenti di intimità sono scritti in punta di penna ed interpretati benissimo, e colpisce la capacità del film di rendere lo spettatore partecipe di tutte le sfumature dei suoi due personaggi. Il fatto che Guido rinunci ad una carriera in America per stare vicino ad Antonia potrebbe sembrare un passaggio forzato, ed invece è inserito dentro ad un meccanismo ben oliato: ovvero in una sceneggiatura calibrata e studiata. Merce rara.
Si ride e ci si emoziona parecchio, in Tutti i santi giorni, perché si è in totale complicità con i protagonisti. Ecco perché questo è l’Away We Go di Virzì: perché ha le qualità di quel cinema indie spesso snobbato e guardato con la puzza sotto al naso, ma che sa regalare momenti di onestà che dovremmo tenerci stretti. E, nota per niente marginale, il film riesce anche a parlare di “crisi” senza mai citare nulla a riguardo in modo diretto. Questo perché il regista è interessato innanzitutto al percorso dei suoi personaggi, e vuole “semplicemente” raccontare una storia d’amore.
Condito con dialoghi naturali, alcune idee divertenti (il “ginecologo del Papa”!), e momenti surreali ed onirici (Guido che, durante i suoi esami per lo spermiogramma, deve “pensare” a qualcosa per eccitarsi), Tutti i santi giorni ha anche un’idea di casting a suo modo “geniale”: quella di Claudio Pallitto nel ruolo del vicino di casa tamarro, violento e vigliaccio della coppia. Il ragazzo viene da un reality show, Tamarreide: quello stesso reality che il suo personaggio decide di fare proprio dopo aver abbandonato la moglie incinta del terzo figlio…
Forse il film poteva finire in un momento ben preciso dopo una dissolvenza in nero, poi però ricomincia e si fa un po’ fatica a rientrarci dentro. Ma quando si rientra, e quando il film si chiude per davvero, si capiscono e si “accettano” le motivazioni di Virzì. C’è chi dovrà portare i fazzoletti: non perché ci sia una scena clamorosa o un momento in particolare per cui ci si commuove, ma perché è il mood che scava nelle emozioni. E con un’atmosfera del genere non ci si può fare niente. Come mai a Venezia fosse in concorso Un giorno speciale - che condivide più di qualcosa con l’opera di Virzì - e non Tutti i santi giorni, resterà per un po’ una bella domanda.
Voto di Gabriele: 8

"Tutti i santi giorni": la prima recensione!!!

Il sito "Primissima" ha pubblicato la prima recensione di "Tutti i santi giorni"! Vediamo cosa scrivono!

‘Un film piccolo e intimo’ ama definirlo Paolo Virzì. La storia di una coppia, che si ama molto, sono la salvezza uno dell’altro. Lei volitiva e fragile, lui calmissimo e perso. Un figlio potrebbe essere la perfetta quadratura del cerchio. Ma la ricerca di questo bambino porterà solo ad allontanarli…

Guido è timido, riservato, coltissimo. Antonia irrequieta, permalosa e orgogliosamente ignorante. Lui portiere di notte appassionato di lingue antiche e di santi, lei aspirante cantante e impiegata in un autonoleggio. Si vedono solo la mattina presto quando Guido torna dal lavoro e la sveglia con la colazione, e tutti i santi giorni si amano. Sono i protagonisti di una divertente e romantica storia d’amore vissuta in una metropoli complicata come Roma, con dei vicini di casa rozzi, allegri e disperati e alle spalle due famiglie d’origine che non potrebbero essere più distanti. Un amore che sembra indistruttibile, finché il pensiero ostinato, ossessivo, di un figlio che non arriva non mette in moto conseguenze imprevedibili.

Tutti i santi giorni è stato scritto da Paolo Virzì insieme al sodale Francesco Bruni e a Simone Lenzi. Quest’ultimo è anche l’autore del libro ‘La Generazione’ al quale il regista si è liberamente ispirato per l’adattamento della storia. La pellicola è tutta incentrata sul rapporto di coppia tra Guido, Luca Marinelli, esperto di storia antica, toscano che per amore di Antonia, siciliana, con l’aspirazione di diventare cantante ha rinunciato ad una cattedra negli Stati Uniti. Ma i due si amano di un amore intenso, puro, che riesce a convivere in una Roma brutta, periferica, violenta, ignorante. Fino a quando, guardando anche le esistenze dei loro vicini di casa, e l’età che hanno, non subentra la fissazione di avere un bambino… che non arriva. La situazione degenera e non in meglio, facendo emergere da entrambi i personaggi i loro lati più oscuri e vulnerabili. Intensi i protagonisti, l’esordiente Federica Victoria Caiozzo in arte Thony che è una cantante soul, e Luca Marinelli che abbiamo visto in La solitudine dei numeri primi, L’ultimo terrestre e che vedremo nel prossimo film di Paolo Sorrentino. “Tutti i santi giorni parla di una giovane coppia che, nonostante la volgarità del mondo intorno, si ama di un amore purissimo – ha affermato Virzì - vivono vite all’incontrario, hanno orari opposti, lui che è portiere di notte in un grande albergo e lei impiegata di giorno in un autonoleggio e che ha la passione per la musica e, ogni tanto di sera, si esibisce in qualche bar. Ecco questa giovane coppia si trova alle prese, dopo sei anni che stanno insieme, con la domanda cruciale: lo vuoi un figlio o non lo vuoi? Questa domanda che non nasce solo dal loro rapporto ma anche dalle pressioni che arrivano dall’esterno mette in discussione il loro amore. Tutti i santi giorni è un piccolo film romanticissimo… può darsi che qualcuno pensi che mi sia un po’ rammollito”. “In realtà questo film è nato da un’urgenza che rispecchia l’aria dei tempi che viviamo. Un piccolo film perché volevo evitare grandi storie, cose lussuose, niente star e poi una voglia di riscoprire l’entusiasmo di fare cinema come se si trattasse di una nuova opera prima. Forse, per ansia da prestazione, dopo La prima cosa bella, avevo voglia di fare una operazione più contenuta, nei costi, nel cast e nella vicenda narrata, solo due personaggi e il loro mondo. Il paesaggio umano è reale, ma in questa pellicola che io definisco una fiaba, c’è anche qualche tocco surreale che mi è venuto fuori anche inconsapevolmente… ma ci sono dei sogni, ci sono delle immaginazioni e c’è della magia”.

giovedì 4 ottobre 2012

Anteprima "Tutti i santi giorni" con...

Radio Bruno

Libero.it

My Movies

Radio Città Futura


Radio Città Futura ti porta al cinema! Scrivici e potrai aggiudicarti un biglietto per 2 (due) ingressi per l'Anteprima nazionale dell'8 ottobre a Roma di "Tutti i santi giorni", il nuovo film di Paolo Virzì.

Come fare per vincere? Semplice: basta inviare una mail a contest@radiocittafutura.it, indicando nome, cognome, età, località e quartiere di residenza. Queste indicazioni ci serviranno per scegliere il cinema a te più vicino.

Entro la serata del 5 ottobre, comunicheremo via mail ai vincitori il cinema, l'orario della proiezione e le modalità per partecipare all'evento.


Tim Young